Che cos'è il
tai chi chuan


Sviluppatosi all'interno del pensiero filosofico cinese, il tai chi chuan costituisce insieme una forma di meditazione in movimento, un metodo di integrazione psico-fisica e un'arte marziale.

All'interno del cammino di psicosintesi ciò che conta, innanzitutto, è lo sviluppo della conoscenza di sé - sia essa corporea, emotiva o mentale -  e in questo senso il tai chi chuan ha una grande utilità.

 

 

Esecuzione di un esercizio di tai chi
insegnato durante il ritiro estivo

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Per maggiori informazioni o contatti per insegnamenti di tai chi chuan: info@psicosintesi.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'attenta concentrazione sui lenti e flessuosi movimenti della Forma consente un profondo ascolto delle sensazioni del corpo, con le sue rigidità e le sue tensioni, con le difficoltà del respiro e dell'equilibrio della postura.

Tuttavia, il tai chi chuan riveste grande importanza anche sul piano «espressivo», lasciando emergere, per poi «possedere», l'intero atteggiamento interiore con cui viene svolta la pratica. Una delle leggi psicologiche descritte da Assagioli ci ricorda che "gli atteggiamenti, i movimenti e le azioni tendono a evocare le immagini e le idee corrispondenti". In questo senso, progressivamente, si possono sviluppare le nostre qualità carenti, trasformando progressivamente la nostra personalità.

 

Un discorso a parte merita ciò che costituisce il cuore del tai chi chuan, vale a dire il «lavoro energetico» in senso stretto. Una pratica assidua permette lo sviluppo e la libera circolazione dell'energia, il che incide direttamente sul rafforzamento della volontà, uno dei requisiti fondamentali della crescita in psicosintesi. Il tono energetico va di pari passo anche con lo stato dell'umore, il quale, oltre a migliorare i rapporti interpersonali, rinforza la fiducia dell'individuo nel cammino evolutivo intrapreso.

 

Come vedete, trascuro ogni accenno relativo al rilassamento psicofisico e alla riduzione dello stress, che indubbiamente costituiscono delle acquisizioni importanti all'interno del tai chi chuan, ma che ai fini del nostro discorso assumono scarsa rilevanza. Il fatto è che questi elementi sono i primi frutti 'terapeutici', universalmente riconosciuti, della pratica. Chiunque, nel giro di pochi mesi, può sperimentare questi benefici effetti, i quali, tuttavia, non sono sufficienti a qualificare il lavoro che si sta compiendo come un cammino di crescita personale. I più, infatti, arrestano qui la loro "esperienza" della pratica, magari desiderando approfondire gli aspetti formali, tecnici o marziali del tai chi chuan.

Ma un'esperienza è ciò che trasforma chi la compie, il che sta ad indicare che l'obiettivo della pratica del tai chi chuan è, in un'ottica centrata sull'autorealizzazione, la trasformazione della personalità nei termini di una maggiore comprensione della propria natura, del possesso di sé e della purificazione del proprio stato energetico, dai livelli grossolani a quelli più sottili.
Ciò arricchisce la nostra pratica di una sensibilità più
spirituale. Del resto, il retroterra culturale da cui è sorto il tai chi chuan è profondamente religioso, anche se non dogmatico, e il suo obiettivo è l'applicazione delle eterne leggi del Tao in ogni aspetto della propria vita. Dice il Gran Maestro Cheng Man Ching:
"Il Tai Chi Chuan è come un coltello: puoi usarlo per sbucciare una mela, per intagliare un pezzo di legno, per uccidere... Io ti insegno ad usare il coltello, quello che tu farai con ciò è un tuo problema".
Possiamo usarlo per realizzare la nostra vera natura.