|
«La Psicosintesi è soprattutto
una prassi; ha un atteggiamento realistico e una posizione
pragmatica, nel senso buono della parola. Ma tale posizione è aperta e
inclusiva; essa tiene il massimo conto delle esperienze di allargamento
della coscienza diverse e superiori al livello della vita psichica dell'uomo
medio. Quello che è chiamato generalmente 'spirituale' corrisponde a
ciò che viene ora detto con espressione scientifica 'transpersonale'.
[...] (R. Assagioli)
|
Livelli di coscienza e Psicosintesi Transpersonale (o «psicosofia») Il processo terapeutico, di guarigione o di crescita personale è, in fin dei conti, un apprendimento. E vi sono diversi livelli di apprendimento, questo è fin troppo evidente. Ciò vale per qualsiasi cosa. Ad esempio, nell’apprendere la lingua italiana, bisognerà prima familiarizzare con le varie lettere, imparare a riconoscere i segni che le contraddistinguono, in modo da iniziare a formare delle parole. In seguito, le parole saranno composte in frasi sempre più articolate, secondo le regole prima dell’analisi grammaticale, di quella logica e, infine, dell’analisi del periodo. A quel punto, si sarà in grado di parlare e scrivere correttamente, ma mancherà ancora qualcosa, e cioè la capacità di utilizzare al meglio la lingua come strumento espressivo, sviluppandone l’aspetto descrittivo, narrativo, evocativo, oratorio, e così via. Solamente a quel punto l’individuo avrà acquisito, secondo la sua particolare natura, la padronanza del mezzo: avrà imparato l’«arte» della lingua italiana. Allo stesso modo, non possiamo fare alcun reale progresso, sul sentiero spirituale, se non abbiamo assimilato adeguatamente i livelli precedenti. Questo è un fatto su cui bisogna puntare la massima attenzione e su cui, all’opposto, non si riflette mai abbastanza. Possiamo, quindi, affermare che la Psicosintesi Transpersonale (che io amo definire anche con il termine «psicosofia») non sottovaluta, ma anzi include i precedenti approcci allo sviluppo interiore, occupandosi anche di tappare le falle che eventualmente vengono alla luce nella personalità inferiore del «cercatore della verità». |
|
Psicosintesi e tradizioni spirituali Nello stesso tempo, la Psicosintesi Transpersonale, di per sé, è una pratica rivolta all’individuo che sia in grado di esercitare la volontà e abbia un orientamento spirituale: opera laddove sorga nell'individuo un'autentica spinta verso il proprio perfezionamento interiore.
«La psicosintesi è 'neutrale' di fronte alla filosofia e alla religione. Neutralità non significa indifferenza. La religione può essere considerata in due modi diversi: 1. L'esperienza religiosa esistenziale, cioè la diretta esperienza delle realtà spirituali. Questa è stata realizzata dai fondatori delle religioni, dai mistici, da alcuni filosofi e, a gradi diversi, da molte persone. 2. Le formulazioni teologiche o metafisiche di tali esperienze e le istituzioni che sono state fondate, nei vari periodi storici e nell'ambito delle varie culture, per comunicare agli altri i frutti di quelle esperienze. [...] La psicosintesi [...] è neutrale, riguardo al secondo aspetto suaccennato: quello delle formulazioni e delle istituzioni. Essa apprezza, rispetta e riconosce la necessità di tali formulazioni e istituzioni, ma il suo fine è di aiutare a conseguire l'esperienza diretta. Così essa presuppone tecniche e metodi che possono venire usati anche da quelli che non sono 'religiosi' o che non hanno alcuna chiara convinzione filosofica, o da quelli che considerano agnostici. D'altra parte, quelli che hanno una fede vivente, coloro che appartengono ad una Chiesa o aderiscono a una filosofia definita non hanno motivo di diffidare della psicosintesi. [...] Al contrario, può aiutarli a fare uso migliore dei metodi e degli insegnamenti della loro propria religione. Inoltre, la psicosintesi può aiutarli a comprendere come le stesse esperienze possono venir espresse mediante enunciazioni e simboli differenti; così può aiutare a comprendere formulazioni dissimili dalle proprie e ad avere la mente aperta verso di esse. In tal modo la psicosintesi può far intravedere la possibilità di una psicosintesi delle religioni, ma questo non significa una religione unica e l'abolizione di quelle esistenti, ma la comprensione e il mutuo apprezzamento fra le diverse forme religiose e quindi la possibilità di alcuni campi di cooperazione.»
In definitiva, vi sono tre modi di parlare del «transpersonale», cioè di Dio (teologia): 1) analogico: è il modo tipicamente religioso, che procede per somiglianze con qualità umane (conoscenza, forza, bontà...). 2) negativo: è l’antitesi del primo, perché arriva alla conclusione che di Dio non si può dire nulla; è l’approccio scientifico, agnostico. 3) prescrittivo: è la sintesi dei due, che indica una «Via», un sentiero spirituale; ciò che interessa è mostrare «come» raggiungere l’esperienza di Dio, e non parlare di Dio. La psicosintesi segue quest'ultimo approccio. |
|
|
|
Ritrovare le nostre radici Ogni tradizione ha parlato secondo un proprio linguaggio e si è rivolta a individui culturalmente caratterizzati. Ciò significa che quando le condizioni storiche e sociali cambiavano, anche le tradizioni spirituali dovevano mutare il modo di trasmettere la conoscenza, pena l’impoverimento progressivo in un formalismo religioso fine a se stesso. Nell’attuale secolarizzato contesto postmoderno - contraddistinto dalla «morte di Dio», dal dominio della tecnica e dal processo di globalizzazione - sempre meno individui sono disposti ad ascoltare il linguaggio religioso tradizionale e ad accettare il sistema di pensiero ad esso connesso. Questo è un dato di fatto e, al di là delle pie intenzioni, è un evento che non è possibile arrestare. Per questo motivo, uno dei compiti più urgenti per la «rinascita spirituale» dell'epoca che stiamo vivendo è un'approfondita ricerca delle origini della nostra tradizione religiosa, al fine di coglierne l'essenza. La Psicosintesi Transpersonale (o «psicosofia») è anche questo.
Qua di fianco puoi trovare dei link ad articoli o saggi che vanno in questa direzione.
|