Vai alla pagina Corsi & Attività                           contatti  





 

I Gruppi di Psicosintesi

 

I Gruppi di Psicosintesi sono rivolti a tutti coloro che vogliono intraprendere un cammino di profonda conoscenza interiore. Sono una vera e propria immersione nel lavoro psicosintetico, intendendo offrire una reale concreta «esperienza» della Psicosintesi e non  una semplice informazione teorica, che spesso costituisce l'alibi migliore per non lavorare veramente su di sé. Ogni incontro si basa sulla sistematica «osservazione di sé», sul piano corporeo, emozionale e mentale. É bene sottolineare che un lavoro di questo tipo non ha niente a che vedere con la «terapia», intesa in senso convenzionale, ma riguarda il processo di sviluppo interiore verso la realizzazione della nostra vera natura, ciò che nel linguaggio gurdjieffiano viene detto «il Lavoro». I gruppi sono di beneficio soprattutto a chi è provvisto di una certa dose di 'umiltà', a chi è in grado di mettersi in gioco, lasciandosi alle spalle tutto ciò che ritiene di aver acquisito nelle esperienze passate.

 

 

Sei sicuro di sapere chi sei?

 

Spesso si avverte una certa insoddisfazione o inquietudine più o meno strisciante che spinge a fare maggiore chiarezza dentro di sé, a ricercare una  più profonda significatività esistenziale e sviluppare un atteggiamento più consapevole, libero, autentico e creativo. Tale disagio, spesso sottile, può manifestarsi attraverso un senso di noia, o di vuoto, o di mancanza di energia... oppure attraverso una crisi d'identità, magari in seguito alla 'morte' di un ruolo, quando si affacciano dubbi su chi siamo, cosa sentiamo e cosa vogliamo...  Tutto ciò non è negativo; anzi, è spesso l'inizio del nostro cammino evolutivo.

 

"Solo la sofferenza cosciente

ha significato." (Gurdjieff)

 

Il gruppo è orientato alla piena presa di coscienza delle nostre sub-personalità   (i diversi "Io" di Gurdjieff) e dell'atteggiamento generale che teniamo nei confronti della vita. Dopo l’attenzione al «qui e ora», cioè la consapevolezza gestaltica del momento, l’approccio psicosintetico consiste nel far emergere e chiarire lo specifico atteggiamento attraverso il quale affrontiamo l'esistenza, spesso causa di tante nostre frustrazioni. Dove stiamo andando realmente?

In questo modo, può finalmente entrare in campo il nostro «centro», ciò che veramente siamo, che ci permette di imparare a possedere i nostri impulsi distruttivi (le "emozioni negative" di Gurdjieff) e rafforzare l'Io attraverso la «lotta tra il sì e il no», cioè tra le tendenze verso la stagnazione e quelle verso la crescita e lo sviluppo interiore. Come dire ‘no’ a tutto ciò a cui abbiamo detto ‘sì’ fino ad ora? A qualsiasi forma di sottomissione, rassegnazione, sfiducia? Si apre lo spazio alla vera volontà, che è oltre il caleidoscopio dei nostri desideri caotici.

Progressivamente, si tratta di scoprire dentro di sé quella voce interiore che ci sprona a "diventare ciò che si è". Qual è la nostra profonda motivazione, la nostra «chiamata»?

In definitiva, i due pilastri su cui si regge il Gruppo di Psicosintesi sono la consapevolezza, cioè la comprensione profonda del come si reagisce alle stimolazioni dell'ambiente, e il significato, cioè il perché di fondo, la capacità di rispondere in modo creativo all'interno della nostra specifica situazione esistenziale. Sono due anime complementari e ugualmente necessarie.

 

I metodi impiegati sono in primo luogo le drammatizzazioni, cioè il recitare parti significative di sé, cercando di integrarle fra di loro. Viene inoltre utilizzato lo «specchio», un esercizio particolarmente indicato per il confronto in coppie.

 

Il gruppo si svolge nell'arco del week-end dalle 16 del sabato alle 13 della domenica e  prevede due sessioni di lavoro. Ogni incontro realizza un'esperienza chiusa in se stessa. Tuttavia la scansione periodica mensile degli incontri è appositamente orientata a costituire un «gruppo» di Lavoro all'interno del quale potersi confrontare con regolarità riguardo al proprio processo di autoconoscenza e monitorare gli effettivi progressi della nostra crescita esistenziale.

 

N.B. Si ricorda che il numero dei partecipanti è limitato e che è pertanto consigliabile, se interessati, prenotare per tempo. Maggiori informazioni possono essere richieste tramite e-mail.

 




I gruppi sono condotti dal

dr. Fabio Guidi,

psicosintetista

a indirizzo gurdjieffiano.

 


"Beato colui che ha un'anima, beato chi non l'ha, ma sventura e dolore per chi ne ha solo l'embrione."

(Gurdjieff)



«In generale, che cosa occorre per svegliare un uomo addormentato? Occorre un buon choc. Ma quando un uomo è profondamente addormentato, un solo choc non basta; è necessario un lungo periodo di choc incessanti; di conseguenza occorre qualcuno per somministrare questi chocs. Ho già detto che se un uomo desidera svegliarsi, deve assicurarsi un aiuto che si incaricherà di scuoterlo durante un lungo tempo. […]
Vi è anche la possibilità di essere svegliato con dei
mezzi meccanici. Si può fare uso di una sveglia. Il guaio è che l'uomo si abitua troppo presto a qualsiasi sveglia: semplicemente, non la sente più. Sono dunque necessarie molte sveglie e con suonerie sempre diverse. L'uomo deve letteralmente circondarsi di sveglie che gli impediscano di dormire. E anche in questo caso sorgono ancora delle difficoltà. Le sveglie devono essere caricate; per caricarle è indispensabile ricordarsene; per ricordarsene occorre svegliarsi sovente. Ma peggio ancora, un uomo si abitua a tutte le sveglie e dopo un certo tempo dorme ancora meglio. Di conseguenza le sveglie devono essere costantemente cambiate, e bisogna sempre inventarne di nuove. Col tempo, ciò può aiutare un uomo a svegliarsi. Ora, vi sono poche probabilità che un uomo possa fare tutto questo lavoro di inventare, di ricaricare e di cambiare mezzi per svegliarsi, senza un aiuto esteriore. È molto più probabile che dopo aver incominciato questo lavoro si riaddormenti e che nel sonno sogni di inventare delle sveglie, di ricaricarle e di cambiarle, mentre invece dorme sempre più profondamente. Perciò occorre, per svegliarsi, un insieme di sforzi coordinati. […]
Ma per condurre a termine tutto questo ed ottenere dei risultati, un certo numero di persone devono lavorare assieme. Un uomo solo non può fare niente. […] Un uomo, dunque, che voglia svegliarsi, deve cercare altre persone che vogliano esse pure svegliarsi, al fine di lavorare con esse. Ciò, tuttavia, è più facile a dirsi che a farsi, perché l'avvio di un lavoro di tal genere e la sua organizzazione richiede una conoscenza che l'uomo ordinario non possiede. Il lavoro deve essere organizzato e deve avere un responsabile. Senza queste due condizioni non può dare i risultati attesi e tutti gli sforzi sono vani. [...] Il lavoro comincia di solito con un piccolo gruppo. Questo gruppo è generalmente in rapporto con tutta una serie di gruppi analoghi di differenti livelli che costituiscono, presi nel loro insieme, ciò che può essere chiamato una ‘scuola preparatoria’.»

(G.I. Gurdjieff)

 

Per un'accurata descrizione dell'approccio allo sviluppo interiore utilizzato nei nostri gruppi, vedi il seguente testo di Fabio Guidi.